Cari Presidenti, ogni anno i nostri Club aprono le porte a migliaia di persone. Organizziamo conviviali, convegni, service, iniziative culturali, momenti di amicizia e di confronto che rappresentano il volto del Rotary nelle nostre comunità. Lo facciamo con passione, con competenza e con il desiderio di servire. In ognuna di queste occasioni abbiamo l’opportunità di testimoniare concretamente i valori che ispirano la nostra azione. Eppure vale la pena fermarsi, anche solo per un istante, e porci una domanda semplice.
Non è una domanda sulle barriere architettoniche. È una domanda sul nostro modo di accogliere. Essere inclusivi significa creare le condizioni affinché ogni persona possa partecipare, sentirsi parte della vita del Club e contribuire, con la propria presenza e le proprie idee, alla realizzazione della missione del Rotary, indipendentemente dalla propria condizione fisica, sensoriale o comunicativa.
Può accadere che una persona con una difficoltà uditiva non riesca a seguire un intervento. Che un ospite con una disabilità visiva non possa comprendere una presentazione. Che un anziano rinunci a partecipare perché gli spazi risultano poco accessibili. Che qualcuno, semplicemente, si senta fuori posto. Spesso non ce ne accorgiamo. Non perché manchi sensibilità. Ma perché nessuno ci ha mai invitati a guardare le nostre attività da un punto di vista diverso.
Ed è proprio da questa riflessione che il Distretto 2101 propone ai Club un percorso condiviso, concreto e graduale. Non un nuovo adempimento. Non un regolamento. Non un insieme di obblighi. Ma una scelta di qualità che aiuti ogni Club a rendere ancora più accoglienti, partecipati e rappresentativi dei valori rotariani i propri incontri e le proprie iniziative.
Un percorso fatto di piccoli gesti, di attenzione ai dettagli e di buone pratiche facilmente realizzabili. Nei prossimi mesi il Distretto metterà gratuitamente a disposizione dei Club strumenti pratici e un costante supporto operativo:
Non vi chiediamo di cambiare ciò che siete. Vi proponiamo soltanto di guardare le vostre attività con occhi nuovi. Scoprirete che, molto spesso, basta davvero poco per permettere a qualcuno di sentirsi pienamente parte della nostra comunità.